LE FESTE
Due sono le date importanti per la vita del piccolo paese, il 25 aprile e l'ultima domenica di luglio.
FESTA DELLA MADONNA DALL'ACQUA
Il 25
aprile si festeggia la "Madonna dall'Acqua", a ricordo di un evento miracoloso
avvenuto nel lontano 1893 . Narrano le storie parrocchiali che era tempo di
grande siccità e la gente dei campi, molto preoccupata per il raccolto, accorse
a raccogliere la statua di Maria di ritorno da Gemmano, dove era stata portata
per restauro.
Come per miracolo, quando la statua giunse sul monte sovrastate la chiesa di
Piandicastello, si intravide sul monte Carpegna una nuvola.
Si ebbe appena il tempo di arrivare in chiesa, che iniziò a cadere un'abbondante
pioggia che ridiede vita ai campi riarsi. Ogni anno, il 25 aprile, per ricordare
questo evento, viene organizzata una festa che vede la partecipazione di una
grande folla, composta in prevalenza da emigranti. Tanta gente, tutta la gente
che nel cuore conserva la memoria delle sue radici, ripercorre le strade ed
i viottoli a lei familiari, osserva curiosa le case e le piazzette messe ora
tutte a nuovo, saluta gli amici ritrovati.
Poi, al suono delle campane, entra in chiesa e segue in rispettoso silenzio
ed in preghiera la statua di Maria, portata in processione lungo la via
principale fiancheggiata da siepi di biancospino e di lillà. Quando cala la
sera e nell'aria si spegne anche l'ultima nota di un'orchestra di liscio, intorno
torna il silenzio, ma nel cuore di chi resta e di chi si allontana resta la
gioia dell'amicizia ritrovata in un giorno di festa nel paese natio.
FESTA DEL BORGO
La Festa
del Borgo nasce nel 1999 da un'idea di Giancarlo Casali, puntualizzata e realizzata
con la collaborazione di tutti. Si svolge l'ultima domenica di luglio ed ha
come scenario naturale il piccolo borgo medioevale che rivive con
le osterie, le botteghe, il lavoro, gli arredi di un tempo, con mostre di pittura,
di scultura, di foto d'epoca , che danno un tocco di originalità, di raffinatezza
e di cultura alla manifestazione. Le
donne lavano, chiacchierano, cantano al vecchio lavatoio, gramolano la canapa,
filano con rocca e fuso, ricamano, lavorano con l'uncinetto. Gli uomini intrecciano
vimini e canne per panieri e sedie, battono il ferro rovente sull'incudine,
macinano il grano. Le bancarelle espongono oggetti d'altri tempi, pizzi e merletti
delle nonne, prodotti dell'agricoltura biologica locale. La gente arriva numerosa,
percorre lentamente le viuzze del paese vestito a festa, osserva ogni angolo
curiosa e divertita, saluta gli amici ritrovati, poi, attratta dalla fragranza
della "fornarina",
si accalca davanti al forno comunale, ardente di fiamme e di calore e completa
la cena scegliendo fra quanto propongono gli stand gastronomici. Quando la sera
spegne la gran calura del giorno estivo e la notte accende in cielo la luna
e le stelle, la musica dell'orchestra che suona diventa più invitante; gli amanti
del liscio scendono in massa in pista e con valzer, mazurca, polca, cha-cha-cha
e…lambada vivono la notte in spensieratezza ed allegria. Poi…la musica tace,
la gente si allontana e nel silenzio finisce il tempo di una bellissima festa
di mezza estate.